Roma fa schifo

Questa mattina ho deciso di accompagnare mio padre (sessantottenne) nel suo quartiere natale: Testaccio, nel quale non abita più da diversi anni ormai. Emozionato decide di portarmi in quelli che erano i cosiddetti “giardini della posta” certo di ritrovare quell’amato parco di cui conserva i suoi ricordi di infanzia come lo aveva lasciato. Ma lo scenario che ci accoglie è ben diverso. È agghiacciante a tal punto da fargli venire le lacrime agli occhi. Le immagini si commentano da sole.
GIULIA
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